She’s in Ecstasy

Mi ritrovo a scrivere qui perché fondamentalmente in preda alla noia, perché mi sembra brutto abbandonare le “mie cose” (eh cazzo direte voi sono passati due mesi dall’ultimo post, PIGRONA PESACULO PERCHE’ ALTRO NON SEI, dopo averci scassato la minchia tutta con il cambio di blog ora ti assenti? MA NUN TE VERGOGNI? (cit.) come puoi constatare IL POPOLO DI INTERNET – wtf – quasi ti considerava svanita nel nulla, quindi, ehm, ecco che mi accingo a disconfermare tale ipotesi, sia mai !), e perché beh, sono felice.
Di solito mi piace urlare al mondo la mia tristezza, mi ci crogiolo, con quel misto di amarezza nei confronti del mondo esterno che sembra uscito da  uno degli ultimi album di “inserire nome  random di gruppo alternative rock italiano”.
E invece, guarda un po’, oggi sono felice. Cioè, non oggi, da qualche tempo.
E chi dice che non è necessario avere una persona speciale accanto per sentirsi totalmente in pace con il mondo è 1) una persona disillusa, delusa, sulla via del cinico, e che quindi mente a se stessa 2) una persona che non ha mai esperito tutto questo e non sa come ci si possa sentire 3) Patrick Bateman.
E so che ci saranno tanti cuoricini infranti che whineranno leggendo questo post (statistiche e sondaggi alla mano, eh, potrei entrare nel PdL di questo passo), ma, sapete, non me ne frega un cazzo ! Io sarò egoista e sbandiererò al mondo il mio amore per l’amore e voi whinerete ! Non me ne frega un cazzo ! Ah-ha ! Sono tronfia di soddisfazione. Odiatemi pure (e se invece siete contenti per me, YEAH).  E per tutto questo bisognerebbe ringraziare qualcuno.

Quindi, grazie, mia persona speciale. Di cuore.

Insomma gente. Sono felice.

Ciao mamma !

We are fine.

Mi piacciono le canzoni tristi,
e i finali per sempre allegri.
Mi piacciono gli occhi scuri,
ed i nasi grandi,
mi piacciono i disegni astratti
e il gesso sulle lavagne.
Mi piace l’odore del pane,
e togliermi la colla vinilica dalle dita.
Mi piace stare in mezzo a tante voci,
e mi piace ricordarle quando sono da sola.
Mi piacciono le persone contorte,
mi piacciono le linee rette,
mi piace comunicare,
e mi piace non doverlo fare per forza.
Mi piacciono i pastelli a cera, le stelle nel cielo,
ed i capelli lunghi.
Mi piace il sole sulla faccia,
mi piacciono i piedi nell’acqua. 
Mi piace andare in giro da sola,
mi piace pensare di non esserlo.
Mi piace circumnavigare i sentimenti,
mi piace l’odore dei libri di biblioteca. 

Mi piace questa vita
posso averne un’altra, dopo? 

Don’t weep

Watching terrible tv , it kills all thoughts
Getting spacier than an astronaut
Making out with people, I hardly know or like
I can’t believe what I do, late at night

I wanna know what it’s like on the inside of love
I’m standing at the gates
I see the beauty above

Only when we get to see the aerial view
Will the patterns show, we’ll know what to do
I know the last page so well, I can’t read the first
So I just don’t start
It’s getting worse

I’m on the outside of love
Always under or above
I can’t find my way in
I try again and again

I’m on the outside of love
Always under or above
Must be a different view
To be a me with a you
Of course I’ll be alright
I just had a bad night

Where are you to keep me faithful?

“Perché continuo a pensare che pochi momenti riescano a portare alla gloria un rapporto?
Perché mi ostino a credere che minuscoli e, per me, evidentemente solo per me, brillanti istanti incidano in un’amicizia? O in un amore? O in chissà quale rapporto occasionale?
E’ quello che comunemente viene chiamato il tarlo dell’illusione. Piccolo e gracchiante, ma ben vestito e dedito al sollazzo giornaliero. Si presenta molto bene, devo dirlo, ed io, puntualmente, ci casco.
Sei lì che pensi ad una bella chiacchierata avuta ieri l’altro con un passante che ultimamente spesso incontri, e ti piace, lo ammetti a te stessa. Ha del fascino a cui non sei immune, e attacchi bottone per farti notare. Ed ecco, appena il tuo pensiero torna al fascinoso sconosciuto, spuntare la creaturina, paffuta ma leggiadra, col suo papillon al collo, ‘Sta diventando un bel rapporto, il Vostro, n’è vero?’.
Ma il passante probabilmente avrà già scordato il tutto, ignaro della sua importanza nei pensieri della giovane, sconcertata novella amante.
Soffro di solitudine, è pur vero, ma quante persone possono vantare una simile sofferenza? Non credo molte. O, meglio, chi ne soffre non lo scriverebbe di certo, con così tanta noncuranza.
Ebbene, non sarei me stessa se non lo scrivessi.
Ed eccomi qui, tarlata ed indifesa, il maligno insetto a ridere di me.
Ma gli altri, gli altri, questi sconosciuti, che ruolo hanno in tutto questo mio farneticare eccessivo ? Sono, come si potrebbe supporre dalle evidenze, dei perfetti insensibili? Dei morti viventi che sguazzano nel torpore in attesa di un’ipotetica (se mai arriverà) rivendicazione di Vera Vita?
Non voglio crederlo. Confutatemi ! Smentite le mie parole !
Insisterò su questo punto, battendo il dito sulle situazioni, bussando al cuore delle persone e chiedendo un posto anche per me.
Non voglio crederlo.

Per ora, c’è solo un bicchiere di vino caldo che mi attende. Non facciamolo aspettare troppo, ché si raffredda.

In fondo, Vi amo troppo.”

Ritrovare certe cose (scritte sul journal di last.fm poi, che il Dio cristiano o chi per lui ce ne scampi), rileggere e constatare che, UHM, in fondo sono sì cambiata, tantissimo – era il 2007 d’altronde – ma non così tanto come credessi. Beffe del destino? Puòddarsi. Perché rileggere certe cose? Diamo la colpa alla sindrome premestruale galoppante, che tanto va bene con tutto.
Credo che ormai le mie illusioni si siano, col tempo, tramutate in speranze, o meglio, ritornate speranze, sane speranze. L’illusione in fondo altro non è che realtà distorta, e sta a me mantenere queste mie speranze nei connotati più reali possibili, la responsabilità è solo mia. Anche perché se poi l’illusione diventa allucinazione lì sono cazzi amarissimi (vd. anche alle voci schizofrenia o delirium tremens).
Ebbene, non sarei me stessa se non lo scrivessi.

Come le canzoni tristi quando fuori piove

Allora.

Ho iniziato un nuovo percorso “scolastico”, e mi piace un sacco, ne sono entusiasta, sono felice, avevo voglia di condividerlo qui, così, perché fuori si vede finalmente il cielo azzurro, e sono felice.
Fra qualche tempo forse arriverà la primavera, e spero sia piena di prati verdi e fiori.
Oggi è carnevale, ho fatto un orario diverso a lavoro, perché la giornata all’asilo si è chiusa a mezzogiorno, ed è per questo che a quest’ora sto cazzeggiando al pc, e oltretutto a me è tornata voglia di studiare.
Boh, avverto una pace interiore a tratti malsana quest’oggi.
Rinascerò cerva a primavera?
(ma anche no, basta corna.)

Intanto ascolto i Fine Before You Came (nel caso ve lo stiate chiedendo, ascolto SEMPRE qualcosa, citerò SEMPRE almeno UN gruppo musicale per post, fatevene una ragione; e se non ve lo state chiedendo, sucate) e non mi viene da quotare nemmeno un loro, tristissimo e rabbioso passaggio – tranne il titolo, evvabbè.
UE’, starò mica male.

Tante buone frappe a tutti.

Lettera ad una star mai morta

Carissima star,
ci hai appena lasciato, eppure, è così strano, tu sei più viva che mai.
Appresa la notizia i nostri volti si rigano di lacrime, e, come immaginerai, il nostro pianto solenne o impazzito presto riempirà stadi, studi televisivi, piazze, case, in un allarmante crescendo solidale.
Da qui a poche ore ci ritroveremo per caso, prevedibili come un gregge di pecore all’ora di pranzo, a lodare i tuoi infiniti ed impareggiabili talenti, fino a sgolarci, e contro ogni ipocrisia canteremo le tue canzoni, pubblicheremo le tue foto, ci emozioneremo con filmati di repertorio, sbandiereremo la tua grandezza.
Non farci caso, star, il nostro cuore è talmente grande, e di lacrime ne abbiamo in abbondanza, per tutti i gusti, dal politico al pilota, dal magnaccia alla cantante.
E ti ricorderemo bella, piena di vita, inneggeremo a te come persona dai profondi valori, che non si abbassava ai compromessi tipicamente umani, sempre pronta a rispondere con un sorriso, anche se ovviamente non ti abbiamo mai conosciuta.
Ma tu lo sai già questo, scaltra stellina, sai che il nostro latrato sarà quasi impossibile da contenere, e dall’alto dei cieli ci guardi e te ne bei, “L’avessi saputo.. !”.
Per almeno sette giorni e sette notti sarai sulla bocca di tutti, come prima, più di prima, ogni paragone con te sarà fondato e fondamentale .
Tu, reginetta di tributi e prime serate, dominatrice assoluta di status e hashtag, paladina di tutti i salotti, sappi fin da ora che le Barbara D’Urso del globo si prostreranno a te, che gli opinionisti parleranno del tuo passato, del tuo travagliato presente deceduto e del tuo inesistente futuro, e tutti, dal giornalista al conduttore, dal vicino di casa al passante curioso, frugheranno nelle tue scatole e nei tuoi cassetti, per stabilire le cause del tuo decesso come tanti piccoli, infaticabili coroner.
Ma chi eri tu, realmente, cosa facevi prima di pranzo, come ti comportavi con gli amici, perché il tuo uomo ti ha picchiata – vieni, vieni a riempire il vuoto immenso che neanche immaginavamo di avere.
Perché anche un piccolo, misero pezzo di te ci fa sentire vivi, e come cani affamati facciamo a pezzi la tua storia per poi ricomporla come un puzzle, puntata dopo puntata.
Noi ti vogliamo bene, e nelle scorse 24 ore te ne abbiamo sempre voluto.
Aspettando le interviste dei tuoi familiari, carissima star, intanto piangiamo. Seduti sul divano, piangiamo. Un po’ per la disperazione nel constatare la nostra infallibile mediocrità, che ci spinge a piangere tutti assieme, un po’ perché, tutti assieme, abbiamo paura.
Noi ti ammiriamo, ma non vogliamo fare la tua stessa, immeritata fine, e anche per questo piangiamo, spaventati all’idea di ritrovarci all’improvviso soli e smerciati come te.

Firmato,

una fan come tante.

Looking for astronauts

take all your reasons and take them away to the middle of nowhere, 
and on your way home throw from your window your record collection
they all run together and never make sense
but that’s how we like it, and that’s all we want
something to cry for, and something to hunt.

CIAO VISITATORE X, NICOLETTA E’ TORNATA, ed è sempre la solita imbecille nana dai capelli rossi che si veste a cazzo e che ascolta musica di merda e che segue troppe serie tv e che ha ovunque vada un libro appiccicato dietro al culo, sì, proprio lei, un nuovo inutile blog, un nuovo – si spera – meno inutile anno.
Non spenderò parole su questo iniziaccio di 2012, su come infausto si stia preannunciando l’anno tutto, sulla neve che sta letteralmente affogando la nostra bella collinosa regione (ALEMANNO BUTTA ‘L SALE ALEMANNO BUTTA ‘L SAAAALEEE, etc.), sul fatto che ancora non sono riuscita ad iniziare la scuola di psicoterapia causa continui rinvii causa neve (SIGH), sul fatto snervante che E’ SABATO E NON POSSO PRENDERE LA MACCHINA ED USCIRE ED ANDARMENE AFFANCULO (A ‘MBRIACAMME COME ‘NA STRONZA) PERCHE’ UN METRO DI NEVE BLOCCA IL GARAGE ma non fa niente, su come mi mancano i bambini che è una settimana che non li vedo perché la scuola è chiusa causa neve (ESSI’, ANCORA LA NEVE) ;___; , su come abbia ricevuto i complimenti per la mia forma fisica da un sacco di gente – compresa la mia ex tutor di tirocinio – (e qui un bel WTF), su come ultimamente usi in modo improprio capslock e parentesi, su come questo post me ne ricordi esattamente un altro del mio vecchio defunto blog su splinder e ODDIO NON HO SALVATO NEANCHE UN POST IL MIO EGO E’ DEVASTATO, su come ormai io parli la lingua dei Soprano o su come mi stia facendo del male ascoltando i National (maledetti, vi amo troppissimo tantissimo stronzidimerda <3/).
Parlerò piuttosto di come questo smalto bianco mi faccia sembrare decisamente battona delle nevi.
No è che non pensavo mi facesse così tanto battona, cazzo. ;_; E poi puzza un sacco. Boh.
(non è che mi cadranno, le unghie, a forza di smalti? dioh)
Ma ora come ora mi pesa notevolmente il culo, non ho voglia di toglierlo, quindi battoneggerò per un po’, finché non mi si rovinerà, o meglio, finché il mio perfezionismo – che in certi momenti sfiora la ferocia di un vero e proprio DOC (disturbo ossessivo-compulsivo, ebbene) – mi costringerà a toglierlo con spugnate di acetone alla vaniglia.
In fondo, però, il bianco si intona con le condizioni metereologiche attuali.
E questo mi rende cool nonostante tutto.
In definitiva not a big deal.

(eh, vi avevo detto che avrei parlato del mio smalto)